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LE NOTTI BIANCHE di Fedor Dostoevskiy

 
 
 

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Interpreti: Fabio Poggiali, Simona Mastroianni
Regia, scene e costumi di: Rossella Falk - Voce fuori campo di Giorgio Albertazzi

NOTE DI REGIA
Sono soltanto due personaggi: il sognatore (Fabio Poggiali), un "tipo" senza nome, un idealista che si perde in ogni fantasticheria nella sua profonda, timida, a volte comica realtà, e Nastenka (Simona Mastroianni), la romantica, ribelle, deliziosa ragazza, innamorata di qualcuno che non vedremo mai, ma che sarà fondamentale nella storia, un terzo incomodo, con la voce di Giorgio Albertazzi. Il sognatore sarà capace di sacrificare la propria illusione di felicità per quella Nastenka che ha scoperto, all'improvviso, di amare. La incontrerà in tre notti bianche, evanescenti, quasi magiche, in una Pietroburgo deserta, perché tutti sono partiti per la campagna e Nastenka gli regalerà il sogno di un'avventura meravigliosa. I nostri eroi con un testo che è stato definito "un commovente poema sulla giovinezza e sul primo amore" ed è una delle opere più poetiche della letteratura russa, ci racconteranno le loro inquietudini, la loro poesia, i loro sogni, le loro timidezze, la loro consapevole ironia e inconsapevole comicità. Nel passato, oltre il film di Luchino Visconti (Leone d'argento al Festival di Venezia) con Marcello Mastroianni e Marie Schell (ed il terzo personaggio Jean Marais era doppiato proprio da Giorgio Albertazzi), si ricordano due edizioni teatrali: quella di Franco Enriquez con Valeria Moriconi e quella con Giulio Bosetti e Giulia Lazzarini.
Nella stagione 2000-2001, l'Associazione Maurizio Poggiali e la Compagnia Falk mettono in scena "Le notti bianche" di Dostoevskij, adattato per il teatro e con la regia di Rossella Falk. Lo spettacolo debutta, con straordinario successo di critica e di pubblico, al Festival di Borgio Verezzi e Taormina, prima di girare l'Italia in tournée.

Recensioni dalla stampa
"Dostoevskij, come si sa, ha sempre costituito un ghiotto piatto d'assaggio per i teatranti. Ai grandi romanzi si sono ispirati un po' tutti, dal lontano Delitto e castigo di Visconti che segnò nel primo dopoguerra uno dei traguardi più ambiziosi della compagnia Morelli-Stoppa fino ai Karamazov faticosi e chilometrici lasciati incompiuti qualche anno fa da Luca Ronconi al Teatro di Roma..." " Rossella Falk che, in omaggio al suo antico maestro Luchino Visconti, ha diretto l'attuale messinscena, si è volutamente sottratta al confronto impossibile col film che il grande regista diresse nel '57... La scenografia, da lei stessa firmata, è emblematica in proposito: una serie di casette di carta in alto in rilievo che troviamo già magicamente ritte come le illustrazioni dei libri di fiabe della nostra infanzia di fronte a una Neva color carta da zucchero e alla fatale balaustra che accoglie, quando migrano dalla panchina dei ricordi, i tristissimi slanci amorosi del Sognatore e i soprassalti esaltati di Nastenka, la fanciulla diciassettenne" "E' Fabio Poggiali, dopo la voluta incertezza del suo primo apparire timido e in sottotono in un completo bianco che ricorda quello del professor Aschenbach in "Morte a Venezia", a raccogliere la maggioranza dei consensi grazie alla sua recitazione spontanea e controllatissima, in bilico tra l'amara contemplazione e lo sfacciato riso della sconfitta".

Enrico Groppali, IL GIORNALE "La voce registrata di Giorgio Albertazzi fa da prologo alle struggenti pagine del giovanile racconto di Fedor Dostoevskij (1821-1886) che Rossella Falk ha voluto riproporre come omaggio a Luchino Visconti, nel ricordo del film che il famoso regista aveva realizzato nel 1957 con Marcello Mastroianni, Maria Schell, Jean Marais. Accollatosi il triplice onere di regista, scenografa, costumista, la Falk s'è attenuta fedelmente all'adattamento teatrale di Fabio Poggiali con meritorio rispetto della romantica accensione dello sprovveduto Sognatore per una ragazza casualmente incrociata su un lungofiume di Pietroburgo mentre attendeva di riabbracciare il ritardatario fidanzato. Se Visconti aveva forzato il racconto trasformandolo in un malinconico apologo sulla precarietà di ogni illusione d'amore, l'odierna riproposta di Fabio Poggiali recupera appieno il profumo delicato di un idillio, bruciato dall'inopinata ricomparsa del giovane promesso sposo della dolce Nastenka..." "A compenetrarsi nella tormentata esistenza del giovane Sognatore, cui la timidezza e la povertà hanno precluso qualsiasi duraturo rapporto di amicizia e ogni profittevole contatto con l'altra metà del mondo, è lo stesso autore della rigorosa riduzione teatrale. Fabio Poggiali riesce a conservare all'idealista, che vive perennemente nella proiezione del sogno, una purezza di accenti e un rigoroso autocontrollo che sottraggono il personaggio all'insidia dell'eccesso caricaturale particolarmente avvertibile in un'epoca disincantata come la nostra...Alla fine sono risuonati a lungo i più convinti applausi"

Gastone Geron, GENTE "Le notti bianche" è messo in cantiere da Rossella Falk che, non questa volta in veste di mattatrice, ma di regista attenta e scrupolosa, ha creduto totalmente nella forza e nella bellezza del racconto di Dostoevskij adattato da Fabio Poggiali..." "Spettacolo proposto anche per rendere omaggio a uno dei nostri più significativi registi cinematografici, Luchino Visconti, che dal soggetto aveva ricavato uno dei suoi film interpretato da Marcello Mastroianni e Marie Schell..." "E la Falk, che con mano leggera, quasi avesse davanti una fragile barchetta, spinge l'azione dandole una grazia lieve, appena increspandola di qualche buffa sottolineatura: per i due protagonisti, e per la Falk, meritatissimi applausi..."

Domenico Rigotti, AVVENIRE "Sembra una cartolina al marzapane la Pietroburgo disegnata da Rossella Falk per "Le notti bianche" di Fedor Dostoevskij andata in scena con successo nella sala piccola del Palacongressi. E' uno scorcio di città con le sue casettine allineate, col suo bel canale protetto da una ringhiera e sul proscenio una piazzettina color mattone con una comoda panca bianca. Sembra che da lì a poco si sostanzieranno gli innamoratini di Peynet o voleranno nel cielo color cobalto figurinette angeliche alla Chagall" "E' molto compenetrato Fabio Poggiali, cui si deve pure l'adattamento teatrale, nel personaggio del sognatore, d'un giovane di ventisei anni dalla ricca vita interiore e che ha tanta voglia di comunicare agli altri, al mondo, ad una possibile innamorata tutto quello che gli frulla per la testa... Il romanzo di Dostoevskij sembra quasi un mini-trattato per cuori solitari ed il rischio maggiore era quello d'incappare in uno spettacolo in stile Baci Perugina. Il merito della Falk regista è stato quello d\'evitare questo pericolo, grazie anche all'ottima prova dei due protagonisti, rimasti sempre entro le righe e a lungo applauditi alla fine"

Gigi Giacobbe, GIORNALE DI SICILIA "Dall'ottocento ad oggi, da un clima rarefatto al caos del tempo presente, questo anomalo testo ha acquistato valori poetici straordinari e il senso di una fiaba ove senti l'assoluta necessità di immergerti, quasi come in un lavacro di purezza..." "Il clima "in crescendo" e in "diminuendo" delle "Notti bianche" è stato avvertito appieno fin dall'adattamento da Fabio Poggiali, il primo interlocutore di Dostoevskij. La sua recitazione talvolta sognante, spesso triste, ma anche vagamente aulica quasi in una sorta di "Cantata" del Tempo e contro il Tempo, gli ha dato modo di farci sentire le contraddizioni del suo Essere e del suo non-Essere".
Domenico Danzuso, LA SICILIA Racconto astratto, impalpabile, come un pulviscolo sentimentale "Le notti bianche" raccontano l'incontro tra un sognatore e una ragazza che gli offre subito amicizia. L'incontro avviene in un parco, nell'ora estiva in cui il giorno sembra non voler cedere alla notte il proprio residuo chiarore. Il giovane apprende che la ragazza nutre una pena. Innamorata di uno studente, aspetta che lui ritorni, anzi che si faccia vivo con lei, poiché già da alcuni giorni è in città. Negli incontri che seguono, il giovane l'ascolta, si confessa, le offre aiuto, finisce per innamorarsi di lei credendo che anche lei si sia innamorata di lui. Già stanno per fiorire sulle labbra di entrambi dolci promesse di felicità, quando arriva, con la voce di Giorgio Albertazzi. La ragazza vola da lui dimenticando tutto." Su questa materia soffice, piumosa, eppure così intrisa di solitudine...il doppiofondo di disperazione e di tormento non manca nella riduzione di Fabio Poggiali, che nello spettacolo interpreta la parte del giovane sognatore. Vestito di bianco, perso in una vita senza un centro di concretezza, Poggiali ci consegna il ritratto di uno dei visionari dissipati e deliranti che affollano la letteratura russa dell'Ottocento"

Osvaldo Guerrieri, LA STAMPA "Il vagare notturno senza meta del giovane uomo dostoevskiano per le strade di Pietroburgo, il cercare rifugio dall'insopportabilità degli schemi sociali, e l'incolmabile disincanto di questa figura danno vita ad un individuo lontano dalla folla, affetto da una sindrome onirica, somigliante a certi soggetti che in tempi nostri sono preda di analisti, di studiosi di mali oscuri. E la fortuita entrata in confidenza con una ragazza mite e ideale, presto chiamata in causa, malgrado intense affinità con lo sconosciuto, da un suo preesistente compagno, non fa che suggerire analogie con destini sbandati contemporanei."
Rodolfo di Giammarco, LA REPUBBLICA "La magica atmosfera di una ottocentesca San Pietroburgo estiva, già allora spopolata dalle ferie, è stata ricreata con essenziali rimandi scenografici... Poggiali riduttore ha puntato accortamente a conservare all'evocata vicenda il profumo d'epoca che rende plausibile la romantica accensione del Sognatore per una ragazza incrociata casualmente su un lungofiume mentre era in vana attesa del fidanzato. E' la voce registrata di Giorgio Albertazzi a fare da prologo allo struggente racconto che si esaurisce nell'arco brevissimo di tre giornate, anzi di altrettante "notti bianche", che nella Pietroburgo d'estate non concedono tramonto al sole". Al giovane idealista che vive costantemente nella dimensione del sogno Fabio Poggiali conserva l'innocenza di fondo di un timido a cui la ritrosia inibisce perfino un qualsiasi rapporto di amicizia".

HISTRIO Il caso Dostoevskij è un capitolo a sé nella storia del teatro: lui, che non scrisse mai nulla per il palcoscenico, è stato rappresentato infinite volte. E quanto condividesse il gusto di veder vivere alla ribalta i suoi personaggi, lo testimonia una lettera della sua vedova indirizzata all'attore Kacalov: "Ora, ad accrescere l'interesse per il nuovo adattamento di Fabio Poggiali, è la regia di Rossella Falk, che firma anche scene e costumi. La sua impronta si avverte nella finezza della resa drammatica del racconto, cui danno vita due soli personaggi. Racconto era e racconto resta; ma lo spettacolo si rivela nell'appassionante tocco della regia e in Poggiali abbiamo ritrovato la sottile eleganza che gli conoscevamo...".
Carlo Maria Pensa, FAMIGLIA CRISTIANA THEATRE: POGGIALI IS THE LEAD IN 'NOTTI BIANCHE' ('WHITE NIGHTS') Rome, (Adnkronos) - Writer, essayist, actor, and dramatist Fabio Poggiali is returning to the theatre to take part with Simona Mastroianni in 'White Nights' by Dostoyevsky (at the Ghione Theatre commencing tomorrow evening until 4th February, and after in tournée) for which he has also written the adaptation. The director is Rossella Falk. Born in 1966, Fabio Poggiali made his debut ten years ago with Rossella Falk, as leading player in excellent plays such as; 'Terrible relations' by Cocteau, 'The milk train doesn't stop here any more' by Tennessee Williams, 'Boomerang by da Costa in the world premiere in Italy, and 'Anima nera' by Patroni Griffi. Also included were some classics such as 'Romeo and Juliet', 'Aminta' by Tasso and 'Lorenzaccio' by Musset. Fabio Poggiali's theatre is historic but also denounces present day situations, after the death of his brother Maurizio in 1997, top gun of the Aereonautica Militare Italiana, who died at 32 years old when he crashed on Monte Lupone in circumstances which are still unclear. "The first Dostoyevsky will be dedicated to him', said Poggiali, 'and in the past there have been other important works dedicated to my brother ('Missione 933', 'rispondete...in nome di mio fratello', 'Lune d'inverno', 'Top Gun. Con valore verso le stelle'), so that we do not forget and continue to hope that the truth will be discovered."

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